Ti capita mai di aprire una vecchia soffitta e sentire quel brivido da “tesoro nascosto”? Se hai trovato una macchina da scrivere del 1970, o comunque degli anni Settanta, la domanda viene naturale: potrebbe valere una fortuna? La risposta è più sfumata, e proprio per questo interessante, perché tra 100 € e oltre 2.500 € c’è un mondo fatto di dettagli minuscoli, leve che scorrono bene, custodie intatte e modelli che i collezionisti inseguono da anni.
Quanto può valere davvero una macchina da scrivere anni ’70
Nella maggior parte dei casi, una macchina da scrivere del 1970 non ti compra una casa al mare, però può valere una cifra sorprendente per un oggetto che magari stava sotto una coperta. In linea generale:
- Modelli comuni, funzionanti, con segni d’uso: 100-200 €
- Modelli ricercati, ben conservati: 300-800 €
- Pezzi rari o iconici, soprattutto di design: 1.500-2.500 € (e talvolta oltre, in casi eccezionali)
La parola “fortuna” si avvicina solo quando entrano in gioco rarità, condizioni perfette e, diciamolo, un pizzico di mito legato al design e alla storia dell’Olivetti.
I modelli Olivetti anni ’70: i prezzi che si vedono più spesso
In Italia il cuore dei collezionisti batte forte per le Olivetti: sono belle da vedere, piacevoli da usare, e hanno un’aura industriale e culturale difficile da eguagliare. Ecco una bussola pratica, con valori medi “in buone condizioni” (quindi funzionanti, pulite, senza ruggine importante):
| Modello | Anno approx. | Valore medio |
|---|---|---|
| Lettera 35 | 1972 | 150-200 € |
| Editor S14 | 1972 | 150 € |
| Studio 46 | 1974 | 160 € |
| Lettera 25M | 1972 | 130 € |
| Lexikon 82 | 1974 | 180 € |
| ET101 | 1976 | 100 € |
| Lettera 10 | 1979 | 180 € |
| ET201 | 1979 | 150 € |
| Lettera 32 (o 32c) | anni ’70 | 500-800 € (fino a 1.000 € casi speciali) |
| Dora | anni ’70 | 400-600 € |
| Valentine 75 | anni ’70 | 1.500-2.500 € |
Se ne hai una e stai pensando “sembra proprio una Lettera 32”, fermati un attimo: è uno di quei modelli che, quando è messo bene, fa davvero la differenza.
Non solo Olivetti: altri marchi che possono sorprendere
Anche fuori dal mondo Olivetti ci sono sorprese, soprattutto se la macchina è portatile, ben conservata e con una bella presenza estetica.
- Olympia (ad esempio Traveller De Luxe): spesso 400-500 € se tenuta molto bene.
- Brillant De Luxe: in alcuni casi può arrivare a cifre alte, soprattutto se restaurata e venduta in contesti “vintage premium”.
Qui conta molto dove la trovi sul mercato: aste, negozi specializzati, piattaforme di artigiani del restauro. La stessa macchina, pulita e revisionata, può cambiare fascia di prezzo.
I fattori che fanno salire (o crollare) la valutazione
Quando si parla di valore, non basta leggere il nome sul corpo macchina. Io guarderei, con calma, questi elementi:
- Funzionalità reale: i tasti tornano su? Il carrello scorre? La campana suona?
- Condizioni estetiche: niente ruggine estesa, vernice non “mangiata”, plastiche integre.
- Custodia originale: sembra un dettaglio, ma può aumentare la cifra anche in modo netto.
- Rarità e varianti: colori particolari, edizioni meno comuni, versioni da designer.
- Manutenzione e restauro: una revisione fatta bene, documentata, può rendere il pezzo molto più appetibile.
In pratica, una macchina “ok” può valere 150 €, ma la stessa, con custodia, pulita, perfetta e ben fotografata, può diventare 300 € o più.
Cosa fare subito se ne hai trovata una
Prima di metterla in vendita (o prima di innamorartene e tenerla in salotto), fai tre cose semplici:
- Identifica il modello: cerca la targhetta, spesso sul retro o sotto.
- Non usare oli a caso: meglio pulizia delicata, perché lubrificare male può peggiorare tutto.
- Confronta prezzi reali: non solo annunci, ma vendite concluse su aste o rivenditori affidabili.
Quindi, “una fortuna”? Sì, ma solo in casi specifici
La verità è questa: la maggior parte delle macchine da scrivere anni ’70 vale una cifra interessante, non miracolosa. La “fortuna” arriva quando hai tra le mani un modello iconico (come alcune Olivetti molto ricercate), in condizioni eccellenti, magari con una variante rara o un restauro impeccabile. E a quel punto, quel ritrovamento in soffitta smette di essere nostalgia e diventa, davvero, un piccolo investimento con una storia da raccontare.




