C’è una frase che negli ultimi mesi ho sentito ripetere spesso, quasi sottovoce, tra amici e parenti, “attenzione, se hai questa età puoi non pagare il canone RAI”. E ogni volta la stessa domanda, immediata e concreta: “Ma è vero? E soprattutto, come si fa a chiedere l’esenzione subito?”. Vediamolo insieme, con calma, perché qui i dettagli contano davvero.
Perché se ne parla tanto nel 2025
Il Canone RAI 2025 resta pari a 90 euro l’anno e, per la maggior parte delle persone, viene addebitato direttamente nella bolletta elettrica. Proprio perché è “automatico” per molti, l’esenzione rischia di passare inosservata, anche quando se ne avrebbe pieno diritto.
La notizia importante è questa: l’esonero non scatta da solo, va richiesto con una dichiarazione. E se si rispettano requisiti precisi, l’agevolazione può alleggerire una spesa fissa che pesa più di quanto sembri.
Esenzione over 75: i requisiti che fanno la differenza
Per l’esenzione dedicata agli over 75, i paletti principali sono due: età e reddito. Sembra semplice, ma ci sono sfumature da non perdere.
1) Requisito di età
- Se hai compiuto 75 anni entro il 31 gennaio 2025, puoi richiedere l’esenzione per tutto l’anno.
- Se compi 75 anni tra il 1° febbraio e il 31 luglio 2025, l’esenzione vale per il secondo semestre, quindi da luglio a dicembre.
Questa distinzione è fondamentale, perché determina anche la scadenza entro cui inviare la domanda.
2) Requisito di reddito
Serve un reddito annuo complessivo (tuo più quello del coniuge, o della persona unita civilmente) non superiore a 8.000 euro.
In più, nella stessa abitazione non devono vivere altri conviventi con reddito proprio. Fanno eccezione colf e badanti, che non “rompono” il requisito.
Un modo pratico per pensarci è questo: l’agevolazione è pensata per nuclei molto essenziali, in cui non ci siano altri redditi familiari oltre a quelli della coppia.
Quando conviene muoversi: le scadenze 2025
Qui bisogna essere puntuali, perché le date fanno scattare (o perdere) l’intero beneficio.
- Entro il 31 gennaio 2025: per ottenere l’esenzione su tutto l’anno.
- Entro il 30 giugno 2025: per ottenere l’esenzione del secondo semestre (luglio-dicembre).
C’è anche un dettaglio operativo spesso ignorato: l’effetto parte dal mese successivo a quello di invio, e di solito conta l’invio entro il 15 del mese per far partire tutto prima possibile.
Come chiedere l’esenzione “subito” (senza complicarsi la vita)
La richiesta si fa con una dichiarazione sostitutiva da inviare all’Agenzia delle Entrate. Non serve inventarsi nulla, esistono modelli già pronti, e va compilata la sezione corretta in base al caso.
Ecco le modalità più comuni, scegli quella che ti è più comoda:
- Online, tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate (se hai credenziali).
- PEC, se disponi di una casella certificata.
- Raccomandata A/R, soluzione “classica” che molti preferiscono perché lascia una ricevuta fisica.
- Tramite CAF o patronato, utile se vuoi essere accompagnato passo passo.
Nota pratica: l’esenzione ha validità annuale, quindi può essere necessario rinnovarla secondo le istruzioni aggiornate.
Non solo over 75: altre situazioni in cui il canone non è dovuto
Ci sono anche altri casi, meno chiacchierati ma molto importanti:
- Nessun apparecchio TV in casa: se non possiedi un televisore o dispositivi atti a ricevere il segnale radiotelevisivo in nessuna abitazione con utenza elettrica a tuo nome, puoi dichiarare il non possesso.
- Alcune categorie particolari, come diplomatici, funzionari consolari e militari stranieri NATO non residenti in Italia, possono avere diritto all’esenzione.
- Esistono poi casistiche specifiche (ad esempio alcune situazioni legate a eredi o a particolari strutture militari) che vanno valutate caso per caso, spesso con l’aiuto di un CAF.
Un controllo veloce prima di inviare
Prima di spedire la dichiarazione, io farei sempre questa mini checklist:
- Ho compiuto 75 anni entro la data utile?
- Il reddito complessivo mio e del coniuge è entro 8.000 euro?
- In casa vivono altri conviventi con reddito (esclusi colf e badanti)?
- Sto rispettando la scadenza corretta (31 gennaio o 30 giugno)?
Se tutte le risposte sono “sì” (e l’ultima è “sto nei tempi”), allora l’esenzione non è un’ipotesi vaga, è un diritto concreto da esercitare.




